Riflessioni di fine anno

Ai bilanci di dicembre ho sempre preferito quelli di settembre. Eppure in questi giorni rifletto. L’altro giorno la mia psicologa, con sguardo incoraggiante mi ha detto “dai, che questo 2018 sta per finire”. E lì per lì ho pensato “oddio, se lo dice lei abituata a ridare il giusto peso agli eventi, non deve esser stato davvero un anno facile il mio”. Poi però mi sono fermata a riflettere. È vero, quest’anno mi ha riservato delle belle batoste, alcune quasi superate, altre che certi giorni mi triturano. Ma non posso pensare al 2018 come ad un anno negativo. Mi sono ripresa tanti aspetti che mi appartenevano e che nel corso degli anni avevo perso. Mi ha fatto ritrovare amicizie. Mi ha reso indipendente. Mi ha reso più forte. Mi ha insegnato a contestualizzare.

Scorro la galleria di immagini del telefono e penso che è vero che nessuno sceglie mai di fotografare i momenti tristi, ma che la mia galleria racconta di un anno fatto di piccole felicità. Felicità raggiunte con fatica, in giornate in cui non avrei voluto far altro che chiudermi in casa, da sola, a piangere. Giornate in cui non vedevo i piccoli passi che stavo facendo, e mi sembrava di essere immobile nelle mie difficoltà, che non ci fossero progressi, che nulla stesse cambiando. Felicità raggiunte dopo le urla e l’esasperazione. Felicità raggiunte scegliendo di voler essere felici. Felicità raggiunte con l’impegno profuso per modificare circoli di pensieri e ragionamenti errati. Felicità raggiunte con l’impegno, quotidiano, di tutti e tre.

E non vuol essere una propaganda all’ottimismo, al “c’è sempre qualcosa di positivo”. Vuol essere un’ammissione, una confessione. Una persona saggia mi ha detto che dovrei imparare a riconoscermi i meriti, che non è essere superbi, ma consapevoli.

Quindi oggi, scorrendo la mia galleria vedo e riconosco questo. Mi (e ci) riconosco il nostro, il mio, impegno a voler cambiare quanto non mi piace. A voler essere felici.

  • L’inizio del 2018, festeggiato da soli, in casa, influenzati a vedere un film sul tappeto
  • La prima volta di Vittoria sulla neve
  • La conquista della cintura gialla
  • La sopresa della neve, che ci accoglie al risveglio
  • L’attesa per la tua prima festa di compleanno con le amiche
  • I festeggiamenti per il quarto compleanno e la scoperta di Gardaland
  • La sorpresa per la festa della mamma
  • Le giornate che si allungano (come le gambette di Vittoria)
  • La conquista della cintura arancione
  • A Milano, a vedere le opere di Frida. La curiosità di Vittoria per la storia dietro ciascun quadro
  • La tua felicità per l’inizio delle vacanze e la mia, per la fine della mattinate con il cronometro
  • La notte magica
  • Le golose colazioni fuori
  • La “corsa dei colori”
  • Il passeggiare per paese per raggiungere la piscina dei nonni o quella di amici, in tenuta da spiaggia
  • La prima vacanza di Vittoria “da sola”, il trovarci (forse non poi così tanto) persi a casa “da soli”
  • Le gite in bicicletta
  • Le giornate (tante) passate spensierati a Gardaland
  • La nostra breve ma epica vacanza a Cattolica
  • Le passeggiate al tramonto
  • Il ricominciare la scuola, il riprendere le abitudini, senza drammi.
  • Io che finalmente mi iscrivo in palestra
  • Gli eventi e gli spettacoli con la “migliore amica del cuore”
  • A Milano, a vedere i dinosauri e a mangiare i bretzel
  • La “sagra”
  • Le giornate passate a cucinare e a creare insieme
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7

Un bellissimo spreco di tempo

Un’impresa impossibile

L’invenzione di un sogno

Una vita in un giorno

Una tenda al di là della duna

Un pianeta in un sasso, l’infinito in un passo

Un riflesso di un sole sull’onda di un fiume

Son tornate le lucciole a Roma

Nei parchi del centro l’estate profuma

Una mamma, un amante, una figlia

Un impegno, una volta una nuvola scura

Un magnete sul frigo, un quaderno di appunti

Una casa, un aereo che vola

Baciami ancora

Baciami ancora

Tutto il resto è un rumore lontano

Una stella che esplode ai confini del cielo

Ooh, baciami ancora

Baciami ancora

Voglio stare con te

Inseguire con te

Tutte le onde del nostro destino

Una bimba che danza, un cielo, una stanza

Una strada, un lavoro, una scuola

Un pensiero che sfugge

Una luce che sfiora

Una fiamma che incendia l’aurora

Un errore perfetto, un diamante, un difetto

Uno strappo che non si ricuce

Un respiro profondo per non impazzire

Una semplice storia d’amore

Un pirata, un soldato, un dio da tradire

E l’occasione che non hai mai incontrato

La tua vera natura, la giustizia del mondo

Che punisce chi ha le ali e non vola

Baciami ancora

Baciami ancora

Tutto il resto è un rumore lontano

Una stella che esplode ai confini del cielo

Ooh, baciami ancora

Baciami ancora

Voglio stare con te

Invecchiare con te

Stare soli io e te sulla luna

Coincidenze, il destino

Un gigante, un bambino

Che gioca con l’arco e le frecce

Che colpisce e poi scappa

Un tesoro, una mappa

E l’amore che detta ogni legge

Per provare a vedere

Che c’è laggiù in fondo

Dove sembra impossibile stare da soli

A guardarsi negli occhi

A riempire gli specchi

Con i nostri riflessi migliori

Ooh, baciami ancora

Baciami ancora

Voglio stare con te

Inseguire con te

Tutte le onde del nostro destino

Ooh, baciami ancora

Baciami ancora

Baciami ancora

Baciami ancora

Baciami ancora

Baciami ancora

Baciami ancora

Baciami ancora

Baciami ancora

All right, baby

Baciami ancora – Jovanotti

Mare, mare, mare

“…Mare, mare, mare
Ma sai che ognuno c’ha il suo mare dentro al cuore sì
E che ogni tanto gli fa sentire l’onda…”

Luca Carboni – Mare Mare – 1992

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Ma quest’ultima foto, non fa tanto Toiletpaper?!

Rewind

Scene che si riavvolgono veloci. Luoghi, discorsi, volti che si sovrappongono.

Nelle serie TV funziona così, lo usano come espediente. Si riavvolge, sino a scoprire il punto esatto in cui tutto è cominciato. In cui è cominciato l’inizio della fine.

C’è un modo per applicarlo alla vita reale? Se ci fosse, saremmo in grado di individuare il punto di non ritorno?

Sarebbe un momento esatto? Chiaro, limpido? Sarebbe visibile l’istante in cui parte la prima crepa?

O piuttosto sarebbe un insieme di momenti, un lento gocciolio? Che inesorabile ed invisibile, scava. Quasi indolore. Subdolo. Fino al giorno in cui, poi, ci si accorge di avere una fossa?

 

Oggi, vorrei avere il rewind.

 

6

Follow through
Make our dreams come true
Don’t give up the fight
You will be alright
Cause there’s no one like you
In the universe

Don’t be afraid
What you’re mind conceals
You should make a stand
Stand up for what you believe
And tonight we can truly say
Together we’re invincible

And during the struggle
They will pull us down
But please, please let’s use this chance to
Turn things around
And tonight we can truly say
Together we’re invincible

Do it on your own
Makes no difference to me
What you leave behind
What you choose to be
and whatever they say
You’re soul’s unbreakable

And during the struggle
They will pull us down
But please, please let’s use this chance to
Turn things around
And tonight we can truly say
Together we’re invincible
Together we’re invincible

And during the struggle
They will pull us down
Please, please let’s use this chance to
Turn things around
And tonight we can truly say
Together we’re invincible

Invincible – Muse

Tutti in malga

Un sabato mattina alternativo, alla Malga Vazzo, tra corsi di disegno, animali, buon cibo e qualche ape dispettosa…

Il corso di disegno

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Inseparabile Ugo – F3.5-1/200-ISO1600-18mm

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Relax 

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Luoghi magici – F4-1/2000-ISO500-25mm

 

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No, non è prosecco ma infuso di fiori di sambuco – F3.5-1/2000-ISO100-18mm

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Gli animali

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Il cerchio

Gesti quotidiani, automatici, nostri.

La tua borsetta nel tal punto, il cambio nella sacca e il cappello al gancio. Le scarpe le teniamo perché si va in cortile. Ah, dobbiamo mettere l’antizanzare.

L’entrata all’asilo (nido) per quanto alcuni giorni potesse essere fatta di corsa e in preda alla nevrosi da ritardo con conseguente perdita di autobus, è sempre stato un momento nostro.

E quell’armadietto è come se fosse un’appendice di casa. Il custode dei giochi che, come dici tu, “non portiamo in sesione altrimenti i bimbi piccoli si fanno male”, del ciuccio-niglio “che ormai sei grande e questi non ti servono, come fai altrimenti a cantare?”.

Oggi l’abbiamo aperto e richiuso per l’ultima volta.

Ultimo giorno di asilo nido. Un cerchio si chiude.

E mi viene da piangere. Un po’ è tristezza, un po’ commozione.

La tristezza di veder finire un’avventura che ormai faceva parte della nostra vita da quasi tre anni, di cui conoscevamo ritmi e gesti. Persone che erano parte della tua vita e che ora ti lasci alle spalle. Commozione perché sei così cresciuta dalla prima volta che ne hai inconsapevolmente varcato la soglia. Avevi sei mesi ed eri “piccola con due enormi fanali azzurri”. Oggi sei una donnina decisa ed intelligente. Hai affrontato e superato tante sfide e paure. E nonostante sia stata dura “abbandonarti” e lasciare che tu potessi combattere da sola credo che alla fine abbia contribuito a renderti la personcina sveglia, intelligente e acuta osservatrice che sei. Hai imparato le dinamiche del gruppo, capendo da quali era meglio stare lontano e scoprendo che esistono persone speciali con cui condividere le avventure.

A settembre si aprirà un nuovo capitolo.

Nuove insegnanti, nuovi compagni e nuove abitudini. Nuovi ambienti in cui dovrai imparare a muoverti, nuove autonomie da acquisire.

E benché sia preoccupata che il mondo là fuori (per quanto piccolo e protetto possa essere) riesca a scalfire la tua innata bontà e purezza, sono sicura che con la tua intelligenza e il nostro amore riuscirai a trarre il meglio anche da questa nuova avventura.

Ora, buone vacanze piccola mia.

Gennaio 2015  Luglio 2017