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Un bellissimo spreco di tempo

Un’impresa impossibile

L’invenzione di un sogno

Una vita in un giorno

Una tenda al di là della duna

Un pianeta in un sasso, l’infinito in un passo

Un riflesso di un sole sull’onda di un fiume

Son tornate le lucciole a Roma

Nei parchi del centro l’estate profuma

Una mamma, un amante, una figlia

Un impegno, una volta una nuvola scura

Un magnete sul frigo, un quaderno di appunti

Una casa, un aereo che vola

Baciami ancora

Baciami ancora

Tutto il resto è un rumore lontano

Una stella che esplode ai confini del cielo

Ooh, baciami ancora

Baciami ancora

Voglio stare con te

Inseguire con te

Tutte le onde del nostro destino

Una bimba che danza, un cielo, una stanza

Una strada, un lavoro, una scuola

Un pensiero che sfugge

Una luce che sfiora

Una fiamma che incendia l’aurora

Un errore perfetto, un diamante, un difetto

Uno strappo che non si ricuce

Un respiro profondo per non impazzire

Una semplice storia d’amore

Un pirata, un soldato, un dio da tradire

E l’occasione che non hai mai incontrato

La tua vera natura, la giustizia del mondo

Che punisce chi ha le ali e non vola

Baciami ancora

Baciami ancora

Tutto il resto è un rumore lontano

Una stella che esplode ai confini del cielo

Ooh, baciami ancora

Baciami ancora

Voglio stare con te

Invecchiare con te

Stare soli io e te sulla luna

Coincidenze, il destino

Un gigante, un bambino

Che gioca con l’arco e le frecce

Che colpisce e poi scappa

Un tesoro, una mappa

E l’amore che detta ogni legge

Per provare a vedere

Che c’è laggiù in fondo

Dove sembra impossibile stare da soli

A guardarsi negli occhi

A riempire gli specchi

Con i nostri riflessi migliori

Ooh, baciami ancora

Baciami ancora

Voglio stare con te

Inseguire con te

Tutte le onde del nostro destino

Ooh, baciami ancora

Baciami ancora

Baciami ancora

Baciami ancora

Baciami ancora

Baciami ancora

Baciami ancora

Baciami ancora

Baciami ancora

All right, baby

Baciami ancora – Jovanotti

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Mare, mare, mare

“…Mare, mare, mare
Ma sai che ognuno c’ha il suo mare dentro al cuore sì
E che ogni tanto gli fa sentire l’onda…”

Luca Carboni – Mare Mare – 1992

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Ma quest’ultima foto, non fa tanto Toiletpaper?!

Rewind

Scene che si riavvolgono veloci. Luoghi, discorsi, volti che si sovrappongono.

Nelle serie TV funziona così, lo usano come espediente. Si riavvolge, sino a scoprire il punto esatto in cui tutto è cominciato. In cui è cominciato l’inizio della fine.

C’è un modo per applicarlo alla vita reale? Se ci fosse, saremmo in grado di individuare il punto di non ritorno?

Sarebbe un momento esatto? Chiaro, limpido? Sarebbe visibile l’istante in cui parte la prima crepa?

O piuttosto sarebbe un insieme di momenti, un lento gocciolio? Che inesorabile ed invisibile, scava. Quasi indolore. Subdolo. Fino al giorno in cui, poi, ci si accorge di avere una fossa?

 

Oggi, vorrei avere il rewind.

 

6

Follow through
Make our dreams come true
Don’t give up the fight
You will be alright
Cause there’s no one like you
In the universe

Don’t be afraid
What you’re mind conceals
You should make a stand
Stand up for what you believe
And tonight we can truly say
Together we’re invincible

And during the struggle
They will pull us down
But please, please let’s use this chance to
Turn things around
And tonight we can truly say
Together we’re invincible

Do it on your own
Makes no difference to me
What you leave behind
What you choose to be
and whatever they say
You’re soul’s unbreakable

And during the struggle
They will pull us down
But please, please let’s use this chance to
Turn things around
And tonight we can truly say
Together we’re invincible
Together we’re invincible

And during the struggle
They will pull us down
Please, please let’s use this chance to
Turn things around
And tonight we can truly say
Together we’re invincible

Invincible – Muse

Tutti in malga

Un sabato mattina alternativo, alla Malga Vazzo, tra corsi di disegno, animali, buon cibo e qualche ape dispettosa…

Il corso di disegno

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Inseparabile Ugo – F3.5-1/200-ISO1600-18mm
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Relax 

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Luoghi magici – F4-1/2000-ISO500-25mm

 

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No, non è prosecco ma infuso di fiori di sambuco – F3.5-1/2000-ISO100-18mm
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Gli animali

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Il cerchio

Gesti quotidiani, automatici, nostri.

La tua borsetta nel tal punto, il cambio nella sacca e il cappello al gancio. Le scarpe le teniamo perché si va in cortile. Ah, dobbiamo mettere l’antizanzare.

L’entrata all’asilo (nido) per quanto alcuni giorni potesse essere fatta di corsa e in preda alla nevrosi da ritardo con conseguente perdita di autobus, è sempre stato un momento nostro.

E quell’armadietto è come se fosse un’appendice di casa. Il custode dei giochi che, come dici tu, “non portiamo in sesione altrimenti i bimbi piccoli si fanno male”, del ciuccio-niglio “che ormai sei grande e questi non ti servono, come fai altrimenti a cantare?”.

Oggi l’abbiamo aperto e richiuso per l’ultima volta.

Ultimo giorno di asilo nido. Un cerchio si chiude.

E mi viene da piangere. Un po’ è tristezza, un po’ commozione.

La tristezza di veder finire un’avventura che ormai faceva parte della nostra vita da quasi tre anni, di cui conoscevamo ritmi e gesti. Persone che erano parte della tua vita e che ora ti lasci alle spalle. Commozione perché sei così cresciuta dalla prima volta che ne hai inconsapevolmente varcato la soglia. Avevi sei mesi ed eri “piccola con due enormi fanali azzurri”. Oggi sei una donnina decisa ed intelligente. Hai affrontato e superato tante sfide e paure. E nonostante sia stata dura “abbandonarti” e lasciare che tu potessi combattere da sola credo che alla fine abbia contribuito a renderti la personcina sveglia, intelligente e acuta osservatrice che sei. Hai imparato le dinamiche del gruppo, capendo da quali era meglio stare lontano e scoprendo che esistono persone speciali con cui condividere le avventure.

A settembre si aprirà un nuovo capitolo.

Nuove insegnanti, nuovi compagni e nuove abitudini. Nuovi ambienti in cui dovrai imparare a muoverti, nuove autonomie da acquisire.

E benché sia preoccupata che il mondo là fuori (per quanto piccolo e protetto possa essere) riesca a scalfire la tua innata bontà e purezza, sono sicura che con la tua intelligenza e il nostro amore riuscirai a trarre il meglio anche da questa nuova avventura.

Ora, buone vacanze piccola mia.

Gennaio 2015  Luglio 2017

L’inca**o

A voi capita mai che vi parta l’inca**o selvaggio? Quello che proprio non riuscite a controllare e nemmeno a controllarvi? 

A me spesso, troppo. 

E quando succede non ho davvero più potere su quello che dico. Tutto assume proporzioni epiche e insormontabili. 

Oggi nel tardo pomeriggio siamo rientrati da un weekend cominciato domenica, con il compleanno di un’amica, unito a due giorni a Genova ad uso e consumo quasi esclusivo della piccola (seguiranno post). 

Il leitmotiv degli ultimi due giorni è stato evitare, appunto, l’inca**o. Dribblarlo, scansarlo, mettergli la museruola. Sfighe incassate con apparente savoir-faire hanno però lasciato piccoli residui di cui l’inca**o si nutre. Delusione, per una mini vacanza che nella mia testa la piccola doveva godersi di più. 

Lui, la bestia orrenda, ha cominciato a infilzare le sue grinfie in me poco prima della partenza. Arrivati a casa, all’ennesima pessima sorpresa, è esploso. E a pagarne il prezzo sono stati la combo marito-figlia. 

Il problema più grosso è che già mi sento una persona orribile per l’irascibilità che non riesco a contenere e le mie parole fuori controllo mi fanno stare pure peggio. 

E quando l’inca**o ha finito di consumarmi, a rosicchiare i brandelli che restano di me, arriva il senso di colpa. Con il suo becco da picchio, incessante battitore, tormenta le mie ossa. 

L’aspetto peggiore di tutta la faccenda è che nessun aiuto sarà mai abbastanza per placarmi. È la completa incapacità di ascoltare chi mi sta di fronte, di ragionare, di accettare aiuto. Perché quando entro nel vortice, chiudo orecchie e cervello e resto sola. Mi sento sola. Perché nessuno può capirmi, comprendere sino in fondo la gravità del problema. La sola che può fare qualcosa sono io. Allora mi rimbocco le maniche e faccio. Faccio fino ad esaurire le energie, tanto che la bestia non ha più nulla di cui nutrirsi.

E resto così, senza forze, a sentirmi la persona peggiore del pianeta. 

Non vuole essere un post di autocommiserazione, ma una semplice condivisione di un problema (grande) che ho. Qualcuno là fuori si identifica? Avete una soluzione? Un consiglio? 

Ora che l’inca**o è finito vi ascolto!